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Le Poesie - La Classifica della Giuria
Tema Libero
1° classificato di piangere il cielo sta davvero meglio. Ed è proprio vero che i temporali non sono fatti per durare. Ma fermarsi e pensare che ogni giorno cade e si scioglie, come fili di ragno. Esco nel sole e mi basto, sereno nel sereno. Alle spalle si richiude la casa sbattendo la bocca in un saluto violento [alla prossima storia!] |
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2° classificato Viali d’inverno candidi e gelidi, che piede straniero violava, sempre piu sorda la bocca di fuoco, mentre l’umido suolo stuprava. La scia luminosa riflessa negli iridi, bruciava ogni cosa al suo tocco, fragorosi rimbombi arroganti e superbi, campane di morte a rintocco. Cielo a grappoli, grani di un tetro rosario, che, cupe preghiere intonava. Tutto era identico, la solita, fredda stagione, “ma allora perchè si fuggiva?...” Terrore e paura, dipinti su gote dalla pelle sempre più bianca, Sofia non capiva quei discorsi strani da grandi, stringendo piu forte al suo petto la sua piccola. Amata, Motanka 63 c – Pasquale (NA) |
3° classificato nonostante la sua barba da Dio ma mia madre sì che doveva. Una sera come un coniglio, le chiesi: "Allora, se andrò all'inferno non ci vedremo mai più?!" Tra il vapore vidi gli occhi dei fratelli e in fondo le mani scarne di mio padre. Disse mia madre senz'alzare il capo: "Siamo poveri noi i poveri non vanno all'inferno". Fuori passava a passi pesanti l'inverno e noi lo sentivamo da un pollaio. Mia madre immaginava tutto tranne che diventassi ricco. |
4° Classificato In questa gelida notte sono qui A pugni chiusi martello i sofferenti legni da stazione a stazione da dolore a dolore mescolo sangue e sudore avanza funesto il carrozzone calpesta gli affetti cancella i ricordi ferreo e tedioso, il rumore delle rotaie, domina la mente. Di freddo inchiostro mi marchieranno un granello di cenere nel vento sarò non riesco a sorridere il fumo sale lento il viaggio è quasi finito prossima fermata Auschwitz 73 b – Vincenzo (FERRARA) |
5° Classificato Due foglie si avvitano in un giro di danza, scolorisce l'autunno, per l'inverno che avanza, lamenta natura quell'essere spoglia, reclama i suoi fiori, d'estate la voglia, sbocceranno al mattino colorati di neve, regalati stanotte da una nuvola lieve, ma il vento cancella la lavagna del cielo, che grigio prepara l'anima al gelo, nei giorni più corti, più lunghi a passare, riposa il tesoro del saper aspettare, non si ciba di fretta la vita più vera perchè solo l'inverno può donar primavera. 214 b – Piero (Sesto F.no) |
6° Classificato nelle briose e bugiarde metamorfosi del luppolo e dell’uva. Balli e canti pagani che come l’edera si ripetono sempre con la stessa costante: parole stolte, risa e pianti stonati. Ho visto uomini inebriarsi in questo nettare e perdere la testa, uomini stupidi e violenti tirare pugni e calci, uomini piangere per la felicità perduta. Ho visto uomini sbronzarsi per le tortuosità della vita e precipitare incautamente in questo tunnel all’apparenza senza uscita. Anch’io, uomo, mi ero smarrito. A lungo ho pianto. Ho un dèmone ora da tenere a bada, perfido e maligno, dal sapore amaro e dal color funesto. Bacco maledetto! Hai rubato la mia vita con la tua dannata e torbida sostanza di discordia. Mi hai fatto smarrire la ragione e perder l’interesse per me stesso. Avevo la saggezza, amore, la mia vita. Ora sono solo… sono il nulla… Perbacco! Non esisto! |
7° Classificato mentre lasciavo liberi i miei passi su strade imprevedibili e tortuose che già profumavano di libertà. Non era quella la terra promessa ma solo cumuli di detriti abbandonati figli di errori inconsapevoli ed orfani di mano colpevole. Si avrei fatto meglio a stare attento mentre arrancavo verso l'orizzonte sordo alle voci che mi graffiavano tentando di riportarmi indietro. Mi guarda la porta chiusa in fretta senza comprendere i miei errori cresciuti nel tempo dell'orgoglio e sempre negati alla ragione. Certo avrei fatto meglio ad aspettare che il giorno volgesse al tramonto concedendo alla notte ogni profilo e nessuno si sarebbe accorto di me. Ma pur senza volerlo ho amato stringendo tra le mie altre mani pur senza volerlo ho fatto del male nel breve tratto tra la bocca e il cuore. Si... Avrei fatto meglio a stare attento ai giorni in cui non è concesso sbagliare agli inutili tardivi pentimenti e alle porte chiuse troppo in fretta. |
8° Classificato Cercavamo soltanto una terra, una terra senza cani rabbiosi dove sempre non ringhi la guerra. Dalla fame fuggimmo una notte o dall'odio, ché non fa differenza, di speranza seguimmo le rotte. Libertà andavamo cercando, fummo preda di spietati avvoltoi ed in troppi abbracciammo le onde. Quando il cielo si chiuse allo sguardo. conoscemmo quanto il mare è profondo per pietade che accorse in ritardo. Non arrivano raggi di sole quaggiù a scaldare quel che resta di noi, troppo a fondo scendemmo nel blu. Necropolis liquida, nostro nuovo Paese: non fu questo il sogno nutrito traversando le sabbiose distese. 259 a – Silvio (PESCARA) |
9° Classificato sulla tua sedia e appoggio le mani dove rimanevi ancorata, attenta a non cadere e osservo la prospettiva dei tuoi ultimi anni che tutto il resto della casa escludeva lasciando certezza solo di quello che riuscivi a vedere innanzi a te Siedo al posto dove ti ho lasciata fiduciosa in chi di te si prendeva cura e raccolgo le penne colorate ed i quaderni dove tracciavi i labili confini della memoria Sono immobile riflesso del tuo stesso abbandono di spalle alla finestra dove la luce proiettava il tuo esile profilo sul drappo verde che ricopriva il tavolo di legno intarsiato nella stanza della felicità e resto lì in uno spazio senza tempo dove ancora c’è il tuo odore che come un testimone silenzioso mi ricorda che non sei stata solo un sogno |
10° Classificato anche la soffice terra cerca riparo nelle roride notti. Vacillante e quasi smarrito, muto sto fermo e con il mondo alle spalle invento cose da fare. Intanto nascosto nell’ombra di ogni singolo fiore rifiuto la noia di questa giornata già usata. |