Le Poesie - La Classifica della Giuria

Tema Libero

 

 

 
Casa di fantasmi: Uscita sul retro

1° classificato

Quando smetto
di piangere il cielo
sta davvero meglio.

Ed è proprio vero
che i temporali
non sono fatti
per durare.
Ma fermarsi e pensare
che ogni giorno
cade e si scioglie,
come fili di ragno.

Esco nel sole
e mi basto,
sereno nel sereno.

Alle spalle si richiude
la casa
sbattendo la bocca
in un saluto violento
[alla prossima storia!]


122 c – Nerio – (BO)
 
 
UN FEBBRAIO A KIEV

2° classificato

Viali d’inverno
candidi e gelidi,
che piede straniero violava,
sempre piu sorda
la bocca di fuoco,
mentre l’umido suolo stuprava.
La scia luminosa
riflessa negli iridi,
bruciava ogni cosa al suo tocco,
fragorosi rimbombi
arroganti e superbi,
campane di morte a rintocco.
Cielo a grappoli,
grani di un tetro rosario,
che, cupe preghiere intonava.
Tutto era identico,
la solita, fredda stagione,
“ma allora perchè si fuggiva?...”
Terrore e paura, dipinti su gote
dalla pelle sempre più bianca,
Sofia non capiva
quei discorsi strani da grandi,
stringendo piu forte al suo petto
la sua piccola. Amata, Motanka


63 c – Pasquale (NA)
MIA MADRE

3° classificato

Mio padre non poteva sapere
nonostante la sua barba da Dio
ma mia madre sì che doveva.
Una sera
come un coniglio, le chiesi:

"Allora, se andrò all'inferno
non ci vedremo mai più?!"
Tra il vapore
vidi gli occhi dei fratelli
e in fondo
le mani scarne di mio padre.
Disse mia madre senz'alzare il capo:
"Siamo poveri noi
i poveri non vanno all'inferno".
Fuori passava
a passi pesanti l'inverno
e noi lo sentivamo da un pollaio.
Mia madre
immaginava tutto
tranne che diventassi ricco.


121 c – Attilio– (NO)
AUSCHWITZ

4° Classificato

In questa gelida notte
sono qui
A pugni chiusi
martello i sofferenti legni
da stazione a stazione
da dolore a dolore
mescolo sangue e sudore
avanza funesto il carrozzone
calpesta gli affetti
cancella i ricordi
ferreo e tedioso,
il rumore delle rotaie,
domina la mente.
Di freddo inchiostro mi marchieranno
un granello di cenere nel vento sarò
non riesco a sorridere
il fumo sale lento
il viaggio è quasi finito
prossima fermata Auschwitz


73 b – Vincenzo (FERRARA)
 
Il dono dell'Inverno

5° Classificato

Due foglie si avvitano
in un giro di danza,
scolorisce l'autunno,
per l'inverno che avanza,
lamenta natura quell'essere spoglia,
reclama i suoi fiori,
d'estate la voglia,
sbocceranno al mattino colorati di neve,
regalati stanotte
da una nuvola lieve,
ma il vento cancella la lavagna del cielo,
che grigio
prepara l'anima al gelo,
nei giorni più corti,
più lunghi a passare,
riposa il tesoro del saper aspettare,
non si ciba di fretta
la vita più vera
perchè solo l'inverno
può donar primavera.


214 b – Piero (Sesto F.no)
PERBACCO!

6° Classificato

Antico è l’artificio dello sballo
nelle briose e bugiarde metamorfosi
del luppolo e dell’uva.
Balli e canti pagani
che come l’edera si ripetono
sempre con la stessa costante:
parole stolte, risa e pianti stonati.
Ho visto uomini inebriarsi
in questo nettare e perdere la testa,
uomini stupidi e violenti
tirare pugni e calci,
uomini piangere per la felicità perduta.
Ho visto uomini sbronzarsi
per le tortuosità della vita
e precipitare incautamente in questo tunnel
all’apparenza senza uscita.
Anch’io, uomo, mi ero smarrito.
A lungo ho pianto.
Ho un dèmone ora da tenere a bada,
perfido e maligno,
dal sapore amaro e dal color funesto.
Bacco maledetto!
Hai rubato la mia vita
con la tua dannata e torbida sostanza
di discordia.
Mi hai fatto smarrire la ragione
e perder l’interesse per me stesso.
Avevo la saggezza, amore, la mia vita.
Ora sono solo… sono il nulla…
Perbacco! Non esisto!


75 b – Roberto – (PD)
AVREI FATTO MEGLIO

7° Classificato

Avrei fatto meglio a stare attento
mentre lasciavo liberi i miei passi
su strade imprevedibili e tortuose
che già profumavano di libertà.
Non era quella la terra promessa
ma solo cumuli di detriti abbandonati
figli di errori inconsapevoli
ed orfani di mano colpevole.
Si avrei fatto meglio a stare attento
mentre arrancavo verso l'orizzonte
sordo alle voci che mi graffiavano
tentando di riportarmi indietro.
Mi guarda la porta chiusa in fretta
senza comprendere i miei errori
cresciuti nel tempo dell'orgoglio
e sempre negati alla ragione.
Certo avrei fatto meglio ad aspettare
che il giorno volgesse al tramonto
concedendo alla notte ogni profilo
e nessuno si sarebbe accorto di me.
Ma pur senza volerlo ho amato
stringendo tra le mie altre mani
pur senza volerlo ho fatto del male
nel breve tratto tra la bocca e il cuore.
Si... Avrei fatto meglio a stare attento
ai giorni in cui non è concesso sbagliare
agli inutili tardivi pentimenti
e alle porte chiuse troppo in fretta.


172 b – Aldo (TV)
 
MEDITERRANEO

8° Classificato

Cercavamo soltanto una terra,
una terra senza cani rabbiosi
dove sempre non ringhi la guerra.
Dalla fame fuggimmo una notte
o dall'odio, ché non fa differenza,
di speranza seguimmo le rotte.
Libertà andavamo cercando,
fummo preda di spietati avvoltoi
ed in troppi abbracciammo le onde.
Quando il cielo si chiuse allo sguardo.
conoscemmo quanto il mare è profondo
per pietade che accorse in ritardo.
Non arrivano raggi di sole quaggiù
a scaldare quel che resta di noi,
troppo a fondo scendemmo nel blu.
Necropolis liquida, nostro nuovo Paese:
non fu questo il sogno nutrito
traversando le sabbiose distese.


259 a – Silvio (PESCARA)
Quello che non ti ho detto (a mia madre)

9° Classificato

Quello che non ti ho detto è che siedo
sulla tua sedia e appoggio le mani dove
rimanevi ancorata, attenta a non cadere
e osservo la prospettiva dei tuoi ultimi anni
che tutto il resto della casa escludeva
lasciando certezza solo di quello
che riuscivi a vedere innanzi a te

Siedo al posto dove ti ho lasciata
fiduciosa in chi di te si prendeva cura
e raccolgo le penne colorate ed i quaderni
dove tracciavi i labili confini della memoria

Sono immobile riflesso del tuo stesso abbandono
di spalle alla finestra dove la luce proiettava
il tuo esile profilo sul drappo verde che ricopriva
il tavolo di legno intarsiato nella stanza della
felicità e resto lì in uno spazio senza tempo
dove ancora c’è il tuo odore che come un testimone
silenzioso mi ricorda che non sei stata solo un sogno


260 c – Valeria - (Roma)
Una giornata già usata

10° Classificato

Come i foschi rondoni
anche la soffice terra
cerca riparo
nelle roride notti.

Vacillante e quasi smarrito,
muto sto fermo
e con il mondo alle spalle
invento cose da fare.

Intanto nascosto
nell’ombra di ogni singolo fiore
rifiuto la noia
di questa giornata già usata.


137 a – Antonio– (PA)